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Cantina Zisola

2022-07-28

La rubrica di Alvice

Zisola è il nome di una delle tante contrade del circondario di Noto, in provincia di Siracusa. Spingendo la vista verso l’orizzonte, si possono intravedere i tetti dei palazzi e le cupole delle Chiese della capitale del barocco, il cui centro storico, nel 2002, è stato dichiarato Patrimonio mondiale dell’Umanità.
Zisola, dall’arabo “al-‘Azīza”, la Splendida, indica anche il nome di un’azienda passata di proprietà, nel 2003, alla famiglia dei Marchesi Mazzei, di origine toscana.

Noto è la città siciliana dove le architetture barocche sono declinate ai massimi livelli. Nel volgere di qualche decennio l’urbs ingegnosa, come soleva chiamarla Ferdinando il Cattolico, è diventata polo di attrazione di artisti, creativi, gente di spettacolo e celebrità varie, oltreché di stranieri innamorati della campagna netina e delle sue storiche residenze che sonnecchiano pigre al sole d’agosto, in attesa di rinascere a nuova vita.
Oltrepassando i Giardini pubblici e la Porta ferdinandea, fino a Piazza XVI Maggio, su cui si affaccia il Teatro comunale, è un susseguirsi di sguardi ammiccanti, figure grottesche, palazzi aristocratici, chiese, balconi panciuti illuminati da lampi dorati sotto i raggi obliqui del tramonto.
E anche di bar, ristoranti, gallerie d’arte, negozi di souvenir, boutique.
La linea di confine indicata, però, è del tutto convenzionale, anzi, rinnova l’invito ad andare oltre, a scoprire l’indiscusso e diffuso fascino di un territorio urbano che fa di ogni particolare, impronta o segno di stravagante irregolarità, la propria cifra stilistica.

Noto, nelle sue fantasmagorie, allegorie, metafore è rappresentazione del possibile, si lascia accarezzare dal respiro curioso e attonito dei turisti che, durante la stagione estiva e non solo, affollano le strade del centro cittadino.

Prima del terribile terremoto del 1693 che devastò interi comuni del Val di Noto, il paese era stato edificato sul monte Alveria e godeva di una florida economia, basata principalmente sull’agricoltura, con presenza di vigneti, oliveti, cereali, riso e di attività artigianali, come l’industria della lana, concerie, mulini.

Il cuore di Zisola, 50 ettari di estensione, è la ottocentesca dimora padronale, basse costruzioni abbracciano la corte dove si protende l’edificio dai singolari infissi rosso ciliegia.
All’interno, ogni stanza reca con sé il sussurro di un viaggio, il profumo di terre lontane, il ricordo esotico di caldi riverberi.
Magnifica e rigogliosa la fitta vegetazione, i filari ordinati delle viti accarezzano i morbidi declivi, gli alberi di agrumi, di mandorle e di ulivi, l’aroma inebriante dei gelsomini appena sbocciati, la bouganville bianca e fucsia. Tutto ci rimanda alle magiche atmosfere arabe e alle appassionate geometrie islamiche, dove la perfezione dei tratti insegue l’idea dell’eterna giovinezza.
La cultura vinicola, in quest’angolo di Sicilia, è forte e radicata, legata al culto di Bacco inghirlandato e ai fasti dell’antichità greco-romana. Nel tempo è stata attraversata da periodi di altalenante fortuna per rifiorire solo di recente, allo sbocciare del terzo millennio, quando, un gruppo di imprenditori decide di invertire la tendenza, iniziando a fare vino di qualità.

Sull’onda del ritrovato interesse di quest’area per l’enologia, si colloca il progetto di recupero e valorizzazione di Filippo Mazzei, compiuta sintesi fra tradizione, cultura e innovazione.
Inizia, così, una densa attività che, nel corso degli anni, ha assunto uno spessore sempre più definito con vini come l’Azisa, bianco doc, blend di Grillo e Catarratto, lo Zisola, rosso doc, 100% Nero d’Avola, il Doppiozeta, prodotto di punta, Nero d’Avola in purezza, il neonato Achilles, 100% Sirah, l’Effe Emme, con uve 100% Petit verdot.
I vitigni vengono allevati secondo l’antica tecnica ad alberello su terreno prevalentemente calcareo e nel rispetto dell’equilibrio idrogeologico del suolo.
La produzione della cantina, legata a rigorosi protocolli di sostenibilità ambientale, non si ferma solo ai vini, due varietà di olio e la potente Grappasessanta, realizzata con vinacce di Nero d’Avola, completano il ventaglio della collezione.

Frugando tra i rami del considerevole albero genealogico dei blasonati Mazzei, mi imbatto in un altro Filippo, uno degli intellettuali più influenti dell’epoca rivoluzionaria presenti lungo la storia del secolo dei Lumi.
A lui, insieme a Thomas Jefferson, si deve il riuscito esperimento della viticoltura in Virginia.
Il cosmopolita Philip viene ricordato come pensatore politico e portavoce di quegli ideali di libertà e indipendenza che infiammarono gli animi di grandi personaggi del calibro di Washington, Franklin, Adam e del già citato Jefferson.
A lui la progenie ha dedicato l’etichetta con il suo nome, risultato delle migliori varietà di Cabernet sauvignon provenienti dal Castello di Fonterutoli e dalla Tenuta Belguardo, cullata dalle dolci colline della Maremma.
Il divino nettare, dalla personalità forte e decisa, racchiude lo spirito tenace e volitivo di Filippo, una felice convivenza tra Chianti classico e uve della Maremma, in grado di donare complessità aromatica, profondità di colore, struttura potente, oltre ad una spiccata mineralità ed eleganza.

Nel segno della contaminazione e dell’incontro di culture, presso Zisola, è possibile effettuare, su prenotazione, un interessante winetour & tasting, un’esperienza volta alla conquista di una dimensione di serenità e bellezza.
L’invito alla degustazione è un’apertura alla vita, dalla vista, all’olfatto al gusto, tutti i sensi vengono coinvolti e impegnati.
È un rincorrersi di immagini e suggestioni, i vini bianchi si trasformano in bouquet assortiti di fiori e frutti, di zagara e bergamotto, tabacco e vaniglia, quelli rossi in sentori di bacche, spezie e frutta matura, legno di rosa, liquirizia, fragranza di erba e foglie bagnate.
È, soprattutto, il perpetuo accadere del sogno siciliano.

Alvice Cartelli
Alvice Cartelli

Donna dai molteplici interessi, si divide tra l’insegnamento e la lettura, la scrittura, la poesia, la pittura. Ama tantissimo la natura e non perde occasione per fare lunghe passeggiate immersa nel silenzio di un bosco o nel fascino di una spiaggia solitaria. Dal 2018 è autrice del blog “Guardo a Sud” dove, oltre alla bellezza della sua Sicilia, descrive luoghi, persone e situazioni accomunati dal rispetto per il Pianeta e la cura dell’ambiente. E’ un’appassionata wine lover e le visite in cantina rappresentano per lei veri viaggi di scoperta da cui trae spunto per costruire storie e originali racconti.

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