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Taiwan, la scommessa del vino italiano

2023-05-10

Parlano di noi

Un mercato che rappresenta una delle mete in cui il vino italiano sta incrementando le esportazioni, grazie alla distribuzione nei grandi mercati di vendita (70%), nei canali Ho.Re.Ca. (30%). Rimane vietata la vendita online. Ce lo racconta Sebastiano Bazzano, fondatore del progetto B.Connected, società di consulenza partner in export management.

di Giovanna Romeo

Sebbene Taiwan conti solo 23,6 milioni di abitanti, il mercato taiwanese del vino è tra i principali in con un controvalore di oltre 250 milioni di euro. Il settore vinicolo si rivolge ad un mercato che rientra nei “top five”, ovvero tra i cinque principali mercati dell’Asia che includono Giappone, Cina, Corea del Sud, Singapore e appunto Taiwan. Un mercato in pieno sviluppo che nonostante la pandemia (il periodo più delicato è stato il 2021) è tornato al suo massimo sviluppo. Per Taiwan è prevista infatti una crescita del PIL pro-capite (oggi di 28mila dollari, piuttosto elevato), con un tasso annuo tra il 2 e il 3%. 

Tuttavia il consumo di vino sull’isola, sempre pro-capite, è ancora largamente inferiore rispetto ai consumi di vino di Hong Kong o Singapore, ma il doppio rispetto a quello equivalente della Cina.

Il mercato è governato da un monopolio che ha visto man mano aumentare il numero di importatori sempre più coinvolti direttamente per distribuire il prodotto su tutto il paese, non esistendo a Taiwan una produzione propria vitivinicola. Uno degli elementi che ha permesso lo sviluppo del settore e la diffusione della cultura del vino è il “bringing your own wine”, la possibilità di portarsi il proprio vino in tutti quei locali, in particolar modo ristoranti, che sono sprovvisti di licenza per alcolici.

Import e mercati 

Il dato relativo al 2021 è pari a 264,3 milioni di dollari americani con una crescita significativa del 20%, dovuta al recupero post- pandemia. Nel 2022 si conferma il trend in essere con un import del valore di 270 milioni di dollari. La ripartizione dei mercati vede la Francia svettare sia in volume che in valore. Nello specifico: a volume la Francia detiene il primato con il 28%, seguono la Spagna, l’Italia e l’Australia con circa il 14% ciascuno, Stati Uniti con 8% e solo dopo il Cile.

A valore la Francia si colloca al primo posto con il 58%. Secondi gli Stati Uniti con 10% (è molto forte il settore premium, gli USA godono della presenza di famose steak house che ritroviamo anche a Taipei) che registrano una crescita straordinaria che ha raggiunto il 32%. Italia, Spagna e Australia sono circa all’8% a valore. Secondo i dati ICE nel 2021 il nostro export è cresciuto del +21,15% rispetto al 2020 e nei primi 7 mesi del 2022 ha già raggiunto un valore di 17 milioni di euro. L’Italia è oggi il 3° fornitore di vino dell’isola in termini di valore. Particolare menzione merita l’andamento delle bollicine, dove l’Italia si colloca saldamente al 2° posto dopo la Francia, con una quota di mercato del 12% ed un valore esportato nel 2021 prossimo a 3,2 milioni di euro, in aumento del 19,4% a/a ed in ulteriore crescita del 18% nei primi 8 mesi del 2022.

Consumi e tipologie

Il mercato privilegia i grandi vitigni internazionali, Sauvignon Blanc, Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Shiraz, ma allo stesso tempo è molto dinamico e aperto alle novità. Ovvero vini biologici, una nicchia nella nicchia: gli orange wine, tanta curiosità e l’apertura verso differenti varietà e packaging. A Taiwan il consumatore ha voglia di scoprire, assaggiare, acquistare vini diversi, soprattutto in seguito alle riaperture del paese dopo il lockdown. A maggior ragione ora che i consumatori mostrano un crescente interesse verso nuove varietà e provenienze e si avviano su quel percorso di affinamento del gusto e conseguente affrancamento dalle etichette francesi già sperimentato in tanti altri mercati. Il mercato taiwanese offre ai vini italiani, che possono vantare una elevata diversificazione, opportunità e prospettive di crescita molto interessanti

Il consumo di vino è infatti cresciuto in generale del 10% ed è guidato dai giovani tra i 20 e i 40 anni. Il 70% del marcato è in prevalenza vino rosso; in crescita i bianchi e gli spumanti che insieme contano il 25%. L’affacciarsi tra i consumatori di giovani donne, ha infatti portato ad un aumento del consumo di vini spumanti o bianchi, di più facile approccio e più bevibili anche in termini di volume di alcol.

Il vino si vende per il 30% on trade (Ho.Re.Ca.) anche se per questo canale c’è stata un’importante decrescita, e per il 70% off trade, supermercati e negozi specializzati dati da tenere presente e validi anche per il periodo della pandemia. Come già evidenziato non è presente il canale on-line in quanto a Taiwan è illegale.

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