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Tenuta La Favola

2023-02-23

La rubrica di Alvice

Il Blu è il colore del cielo e del mare profondo, blu è il colore dei desideri, di blu è il mantello che copre di magnificenza la figura del sovrano Luigi XIV, il blu è una tinta regale, nobile. Si chiama “Heure bleue” quella particolare, delicata luce che anticipa il sorgere del sole e segue il tramonto, quando i paesaggi naturali e urbani assumono una definizione più netta e un’atmosfera eterea oltreché densa di vaghe venature romantiche. Blu è il fiordaliso. La “Leggenda della farfalla blu” è metafora della nostra esistenza e del potere che ciascuno di noi ha di incidere sul corso degli eventi.
È blu la moschea più importante di Istanbul, tappezzata, al suo interno, da oltre ventimila piastrelle che aggiungono al luogo sacro suggestione e magia. Si tinge di blu il tono della voce autorevole. Il blu è legato al quinto chakra della gola, Vishuddha. Nella cromoterapia, il blu trasmette calma, serenità e pace. Con il dipinto “La Vie” del 1901, viene inaugurato il “Periodo blu” di Pablo Picasso, fase in cui l’artista sceglie di dipingere le sue opere esclusivamente nelle gradazioni del blu, colore che, a suo parere, riusciva meglio a descrivere la struggente malinconia provata dopo la perdita del caro amico e collega Carlo Casagemas.
La blue economy è quella branca della green economy che propone modelli alternativi e sostenibili mediante l’utilizzo di sistemi tecnologici avanzati. Innegabile è il fascino dei mitici Tuareg, detti anche “Uomini blu”, gruppo etnico e nomade in transito nel centro e nel sud del deserto sahariano, in groppa al loro dromedario. Vengono chiamati in questo modo perché sono avvolti da un’ampia veste di lana blu che, con il trascorrere del tempo, lascia traccia di colore sulla pelle. Ha la barba blu il feroce e malvagio personaggio nato, nel lontano 1697, dalla penna di Charles Perrault. Il Blu Maya, usato anche per le decorazioni delle ceramiche e per la pittura murale, è considerato una delle più grandi conquiste della Mesoamerica, in virtù della sua non comune resistenza all’azione dei giorni. Sulle ali del ritornello “Nel Blu dipinto di blu”, milioni di persone hanno fatto volare in alto i propri sogni e, con essi, la musica leggera italiana.Blu è l’acino del Nero d’Avola, vitigno autoctono siciliano, tipologia di uva a bacca rossa diffusa in tutta la Sicilia, specie nella parte orientale dell’isola da cui trae il suo nome.
Prima dell’800 il Nero d’Avola veniva designato con l’appellativo di Calabrese, dovuto probabilmente ad un’errata italianizzazione dell’espressione dialettale “Calaravrisi”, vale a dire “Uva di Avola”, città della provincia di Siracusa. Ed è proprio in quest’area che il Nero d’Avola esprime il meglio delle sue potenzialità mediante vini di grande struttura con spiccati sentori di fiori e spezie. Profilo siculo marcato, possiede il carattere della macchia mediterranea, della terra abbagliata dal sole e del suolo calcareo, porta con sé il ricordo della vicinanza con la sorella Africa. Il suo colore è rosso rubino tendente al granato dai profumi di prugna, ciliegia, amarena e viola. Mostra cenni vigorosi di cuoio, carruba e liquirizia. Al palato i tannini risultano levigati, con buona acidità, corpo, equilibrio e gusto pieno. Queste caratteristiche lo predispongono ad un invecchiamento di lungo periodo, trascorso il quale, il pregiato nettare darà il meglio di sé.Tra le aziende presenti lungo il versante della Sicilia bagnata dalle acque dello Ionio, nei pressi di Pachino, in contrada Buonivini, la Cantina La Favola è quella che, nella lettura e interpretazione del Nero d’Avola, è riuscita a maturare una propria, originale versione.Dal 1989 la Tenuta viene presa in carico da Corrado Gurrieri, coadiuvato dalla moglie Valeria Valenza. Nel suo ricco curriculum, Corrado vanta l’incarico di Dirigente ricercatore presso la Cantina sperimentale di Noto, dove ha curato, tra gli altri, un progetto di selezione clonale di vitigni autoctoni, in particolare di Nero D’Avola. L’azienda nasce quasi per scommessa, sollecitata da una storia di amicizia e stima come poche e dalla consapevolezza che Corrado, grazie alle raffinate capacità e al suo fiuto, avrebbe prodotto vini da favola.Nel suo fondo inizia un percorso inedito rivolto alla valorizzazione dell’unicità di esemplari dalle connotazioni diverse, nonostante l’appartenenza alla stessa varietà colturale.
Questo consente a Corrado di ottenere vini distanti dagli standard tradizionali, dove a prevalere sono l’intuizione e l’immediato sentire, oltre alla sua rinomata e apprezzata competenza in materia.L’azienda produce in biologico da molti anni accompagnando, con meticolosa attenzione, tutte le sequenze di lavorazione, fino all’imbottigliamento. La vendemmia si svolge manualmente, limitando al massimo l’impiego di macchinari e di pesticidi ammessi, l’affinamento avviene in pietra e in anfore di grès. I risultati sono sempre sorprendenti e rispettosi di Madre Natura.Sotto il segno evocativo che riunisce in un unico tema tutta la vicenda della cantina, nasceIl primo Nero d’Avola 100%, DOC Eloro Pachino, denominato La Favola che, nella sua complessità olfattiva, rivela sentori di spezie dolci, amarena e arance amare. In bocca il sorso è pieno e vellutato, con tannini fini e una persistenza aromatica di bergamotto e peonia. Uno schizzo appena accennato, una linea di matita sottile, una caravella, iconica rappresentazione del desiderio di scoperta e di quell’infinito viaggiare, cui fa riferimento Claudio Magris nell’omonimo libro. A questa etichetta se ne affianca un’altra, di più recente concezione, il Rosso di Pietra, fresco e fruttato con sentori di ciliegie e prugne, elegante, morbido e versatile, presenta una buona dose di acidità e tannini in evoluzione. Simili a cadenzate note che si inseguono sul pentagramma, un blend di Nero d’Avola, Frappato e Perricone chiamato La Favolosa, il Fravolato, 100% Frappato, il Syna da Syrah e Nero d’Avola, Assittati, Grillo e Moscato, Chi dorme non piglia pesci, rosato di Syrah e, infine la Refosa, Moscato bianco, completano, armonicamente, l’offerta enologica.Non di solo vino si alimenta La Favola, infatti, con la stessa curiosità e predisposizione all’avventura di Alice nel Paese delle Meraviglie sulle orme del Coniglio bianco dagli occhi rosa, Corrado e Valeria, assecondano la voce del cuore e si tuffano in una serie di avvincenti iniziative in campo artistico e sociale che si sviluppano sullo sfondo di un radicato amore verso le tradizioni, usi e costumi della cultura contadina del posto.La fisionomia dell’azienda, caratterizzata da una continua apertura al libero fluire della vita, si dispiega nel momento in cui volti, anime, pensieri ed emozioni si incontrano e si riconoscono parti del tutto.Il filosofo J. Dewey afferma che “L’arte contribuisce più di qualsiasi espressione culturale a influenzare individui, popoli, intere epoche”.
Ed è su questa onda che Valeria costruisce il suo ruolo in azienda, accoglie i tanti visitatori mostrando un talento innato per l’ospitalità e la dialettica, realizza progetti che concorrono a generare un apporto fecondo e cosciente nei confronti della collettività, rivolti al perseguimento dell’unità tra uomo e natura. In un passato recente si sono avvicendate le proposte di residenza d’artista con la possibilità, fornita a uomini e donne di ogni provenienza, di soggiornare nella Tenuta e dedicarsi, tra assaggi di buon vino e prelibatezze della cucina locale, alla creazione di opere e installazioni artistiche in stretto contatto e rapporto sinergico con l’ambiente circostante. Un’autentica e rinnovata forma di Rinascimento alla quale è impossibile rimanere indifferenti, in un mondo da favola circondato dal mare spumeggiante e colline dolci, dossi stepposi e distese secche di sale che svelano i tratti di una Sicilia che si mette a nudo nella sua forza, nella sua energia, nel suo respiro d’immenso, nei suoi misteriosi segreti, nel suo intimo e sofferto scatto d’identità.

Alvice Cartelli
Alvice Cartelli

Donna dai molteplici interessi, si divide tra l’insegnamento e la lettura, la scrittura, la poesia, la pittura. Ama tantissimo la natura e non perde occasione per fare lunghe passeggiate immersa nel silenzio di un bosco o nel fascino di una spiaggia solitaria. Dal 2018 è autrice del blog “Guardo a Sud” dove, oltre alla bellezza della sua Sicilia, descrive luoghi, persone e situazioni accomunati dal rispetto per il Pianeta e la cura dell’ambiente. E’ un’appassionata wine lover e le visite in cantina rappresentano per lei veri viaggi di scoperta da cui trae spunto per costruire storie e originali racconti.

Continuate a leggere i racconti di Alvice sul suo blog

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